
Moses sarebbe Mosè, quello biblico, cui un'entità suprema ha donato le leggi su tavole di pietra.
Mosè è stato raffigurato in molti modi, il più celebre sicuramente quello scultoreo, cornuto, da mausoleo, di Michelangelo.
Michelangelo è uno scultore. Non "era", "è". Perché un uomo vive finché hanno eco le sue imprese. E quelle del Buonarroti echeggiano ancora.
E, visti i tratti pesanti del suo Mosè, i passi di quest'ultimo devono echeggiare veramente tanto.
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Michelangelo Buonarroti è, fuor da ogni paura di essere contraddetti, il più grande scultore di ogni tempo. La sua opera spazia dalle modelle siliconate delle Cappelle Medicee raffiguranti stagioni ed ore solari, a schiavi nell'intento di liberarsi dalla pietra. Alcuni di questi ultimi, i Prigioni, rubano la scena in una sala, al Louvre, dove il peggiore degli artisti è Antonio Canova.
Il Mosè cattura due aneddoti di quelli che compongono la leggenda. Uno è adattissimo a far riflettere sul nostro lavoro di creativi.
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1) Twists in Moses
Si narra che Michelangelo avesse pensato, dapprima, il Mosè in una posizione diversa da quella poi arrivata ai giorni nostri. La posizione originale, più classica e statica, era frontale.
Arrivato a due giorni dalla consegna, il nostro si è dato un'occhiata intorno ed ha ammirato il suo lavoro. Beh, non andava.
Ora, altri avrebbero soprasseduto, così avanti con la lavorazione (il Mosè era praticamente finito): la pietra era pagata dal Vaticano, ma un blocco di quel genere, oltre che costoso era difficle da reperire. Ma è così che si passa alla storia: non dandosi per vinti.
Allora cosa ti inventa, il Buonarroti? Usando il suo potere mutante di "vedere la forma dentro la pietra" si accorge che, forse, c'è posto per una piccola modifica. Si tratta di modellare, piegare la pietra. Ed in poco tempo fa fare al Mosè una torsione di diversi gradi sul busto, arrivando addirittura a spostare una gamba verso il centro della scultura.
Roba da matti.
Non ha poi, in realtà, deformato la pietra (non si può... vero?) ma è riuscito comunque a trovare materiale ancora da scolpire a sufficienza per "spostare" la statua.
Io avrei lasciato perdere molto prima... ma non sono Michelangelo.
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2) The Nose
Ora, uno come lui è bene lasciarlo in pace quando lavora.
Ma non accade sempre. Anzi, la sua vita è costellata di gente che è andata a martellargli i cosiddetti con richieste assurde e improbabili modifiche.
La più nota (forse) è quella postuma che ha ricevuto dal Mutandaio sul Giudizio Universale.
La più divertente (e didattica, direi!) è questa:
Il Papa, commissionario di Michelangelo, entra a dare un'occhiata al suo Mosé, quello che farà parte del suo incredibile mausoleo. Si, un mausoleo, come quello che un tempo si facevano fare i Faraoni Egizi o i grandi Re Babilonesi. Un papa. Se suona male, pensando al compianto GP-II, è più in accordo con Giulio Secondo, credetemi.
Insomma, il Sig. Giulio Secondo entra, si congratula con Michelangelo all'opera e poi gli fa un'apprezzamento.
"Bello,- dice,- ma quel naso non è un po' grosso?". La storia dell'umanità e la Storia dell'Arte hanno una lieve fibrillazione. Michelangelo attende che il Papa prosegua nei suoi vaneggiamenti. "Penso sarebbe meglio farlo più piccolo, giusto un colpo..." La s.d.u. e la S.d.A. trattengono il fiato...
Michelangelo non fa una piega, si nasconde nella mano sinistra un pezzo di marmo e, fingendo di colpire il naso del Mosé, lo sgretola con lo scalpello, commentando poi: "Eh, si, pare anche a me... ecco, così dovrebbe andare."
Giulio Secondo dà un'altra occhiata alla statua ed esclama, dopo attenta osservazione: "Ecco, perfetto! Vedi? Ti serviva il mio consiglio...! Buon lavoro Ser Buonarroti, a domani!" E si eclissa.
Il trucchetto di Michelangelo salva s.d.u. e S.d.A. ed il Mosè resta dovè.
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Cosa ci raccontano questi due aneddoti? Alcune cosette:
1) un artista (o un creativo, in generale) può decidere in qualsiasi momento che il suo lavoro, tanto sudato, non va. Non sempre è necessario ripartire daccapo: spesso è sufficiente "raddrizzare il marmo". Ma il modo non conta, quello che conta è che lo si faccia. Meglio un lavoro perfetto il giorno dopo che una opera sbagliata oggi.
2) anche il più grande genio è soggetto a critiche. E molto spesso, queste critiche arrivano da chi non sa nemmeno di cosa si sta parlando, un "Papa" qualsiasi che non sa reggere un pennello in mano (e per questo chiede a te, creativo, di fare il lavoro) ma che appena vede il lavoro svolto sente in sé tutta l'arte della storia e la capacità di migliorarla. E' capitato a tutti: il parrucchiere che ti spiega il marketing, il ristoratore che ti insegna i colori, la postina che posiziona le masse sul foglio.
Capita meno spesso a noi di poter dire al parrucchiere che, no, per quel taglio non devi usare quelle forbici, al ristoratore che, no, la pappa al pomodoro non si fa con l'aglio, alla postina che, no, le raccomandate non le devi consegnare. Vorremmo essere tutti avvocati o medici (mai sentito qualcuno dire al primario dell'ospedale "ah, si, Diazepam... certo, ma io penso sia meglio che prenda del Bostanifscal o del Voramidinz. Ecco, perfetto! Vedi? Ti serviva il mio consiglio...!), ma non lo siamo e dobbiamo fare buon viso a cattivo gioco.
Il cattivo gioco (e cattivo gusto, direi) di fare e pensare stile "i soldi sono miei e tu fai come voglio".
Atteggiamento da Giulio Secondo, certo, ma quelli erano altri tempi.
O no?
Best regards,
JK.
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PS: O no?
Perché, voi cosa ne pensate? Credete che se Julius the Second avesse avuto il tempo che abbiamo avuto noi, quei 600 anni per ammirare, leggere e raccontare le opere del Buonarroti, sapesse in pratica chi è Michelangelo (allora era solo un artista qualsiasi, immaginiamo...), si riterrebbe da dargli il suo "consiglio"? Si renderebbe conto di non disporre nemmeno del diritto ad un dialogo con colui che ci ha dato le più alte opere di sempre?
No, io penso che gli direbbe ugualmente di accorciare quel naso. E' la fiaba dello scorpione e della rana.
La nostra fortuna è che Michelangelo conosceva i nostri stessi trucchi.
Un po' di gesso, la finta di due colpi... et voilà, il naso non c'è più. :)







